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zioni l anno: il giorno dei morti e nel maggio per provve-
dere il giardinetto di fiori. Il prete sentì di non essere
ascoltato e tacque. Poi, come cercando i pensieri
dell ospite in argomenti più vicini a lui, gli parlò di una
visita che la marchesa Nene gli aveva fatta l anno prima.
«Desiderava una Messa per la Sua signora, qui nella
cappella dove la Sua signora è stata da bambina e si è
tanto divertita a tirare i mantici dell organo. Mi chiese
pure certi aranci dell aranciera, molto acerbi, per verità,
ma che insomma la Sua signora aveva gustati quella vol-
ta e che aveva ricordati poi spesso. E desiderò, poveret-
ta, che io unissi agli aranci una parola mia.» Qui don
Giuseppe ebbe un sorriso di commiserazione triste, co-
me per dire: si figuri cosa può valere una parola mia!
«Adesso gliela mando con gli aranci» disse. «Mi ha
veramente ispirato riverenza, povera marchesa. Lei sa
che di solito esprime poco i proprî sentimenti, non dice
mai cose accentuate. Bene, qui, proprio qui dove siamo
adesso, ricordo queste sue parole dette senza lagrime,
sa, senza troppa commozione: «Don Giuseppe, dica al
Signore che non ne posso più .»
Era infatti, a pensare la maschera di calma che sem-
pre la vecchia signora portava davanti ai suoi e al mon-
do, una parola tragica. Maironi, quantunque avesse più
volte intravvedute le profondità segrete di quell anima,
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Antonio Fogazzaro - Piccolo mondo moderno
ne fu colpito come da un rimprovero, sentì la inferiorità
morale della propria natura obliosa, piena di concupi-
scenze. Gli balenò insieme il dubbio di una impotenza
della volontà contro questa disposizione fatale, impe-
rante, dell essere suo, il cuore gli si sollevò in un amaro
«perchè» e subito si raumiliò per la riverenza dell alto
spirito vicino.
«Don Giuseppe» diss egli quando il domestico lo eb-
be avvertito che la carrozzella era pronta, «crede pro-
prio che il Signore vorrà aiutarmi?»
«Ma sì, purchè non ne dubiti.»
Sul sedile della carrozzella era stato posato un panie-
rino di aranci. Maironi si volse a don Giuseppe. «Son di
quelli che Lei sa» disse don Giuseppe umilmente, come
scusandosi. Il giovane gli strinse forte le mani e non potè
proferir parola. Potè appena, quando la carrozzella
partì, levarsi il cappello, rispondere così al saluto, pur si-
lenzioso e commosso, del vecchio prete.
II
La carrozzella seguì l unghia, in principio, di umili
collinette, passò un villaggio, un fiume, altri villaggi,
corse una tortuosa stradicciuola vagabonda nel piano si-
no agli avamposti degli Euganei, piegò per il viale mae-
stoso di platani che ne rade a settentrione il fianco de-
serto.
Dove questo svolta a guardar il levante e si allontana
verso mezzodì, si parte dalla via maestra e lo segue uno
stradone che mette capo dopo cinque minuti alla fosca
cintura del grande monastero abbandonato, alla torre
merlata, al bel tempio possente del Quattrocento, assiso
sur un enorme dado di pietre nere, onde irrompe qua e
là, congiurata con le ribellioni del pensiero, la ribellione
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Antonio Fogazzaro - Piccolo mondo moderno
dell erba viva. Maironi fece l intero viaggio senza guar-
dar mai nè a destra nè a sinistra, assorto nel suo dramma
interno, nelle visioni di villa Diedo, nel fantasma della
Valsolda. Anche lo molestavano di tempo in tempo i ri-
chiami di tanti affari pubblici gravi, urgenti, che aveva
per le mani, benchè non volesse dar loro ascolto. In fon-
do il colloquio con don Giuseppe gli aveva lasciato
nell anima gratitudine, riverenza nuova, tenerezza inten-
sa per il santo vecchio e con questo una mistura di delu-
sione, non avvertita in principio, manifestatasi poi a mi-
sura che ne veniva meditando le parole disgiunte dal
suono dolce e grave della voce, dall aspetto del viso pio,
dall aura dello spirito immacolato. Sospettava, in fondo,
di non essere stato compreso nè conosciuto bene, so-
spettava che il consiglio di fuggire in una solitudine e di
viverci partisse da un concetto inesatto della sua natura
e fosse stato suggerito dal desiderio di sostituire al mo-
nastero, impossibile, uno stato simile allo stato monasti- [ Pobierz całość w formacie PDF ]
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